Durch Loretta Petti
-Questo è il momento, - disse il Biondo Gerardo, - di tentar lastuzia che mi insegnò il mio signore -. Prese dal canestro delle erbe un germoglio di valeriana e lo portò alla bocca. La valeriana è dolce, - disse masticandolo, - e il vino ne trarrà un sapore oscuramente amarognolo.
Tutti lo imitarono scegliendo nel canestro le pallide valeriane dalla foglia tenera e succosa. E mentre spariva lasprezza, sentirono il vino tingersi di amaro.
-Con le lattughe, che piú forza di sapore racchiudono, lamaro già si fa piú tenue, - diceva Gerardo scegliendo un minuscolo cespöo di frusciante lattuga.
Lo imitarono attenti allo svariare del sapore del vino, che al palato si accostava già più mite e scorrevole. Poi il garzone prese un radicchio selvatico, e mostrandolo ai commensali disse con un riso dintelligenza:
-Vi prego, signori, assaggiate ora di questi radicchi, che noi girasoli chiamiamo perché, quando sono cresciuti e mettono i loro larghi fiori gialli, quelli sempre si girano mostrando la lor faccia al sole.
Tutti obbedirono al gentile invito e assaggiarono i radicchi dalle strette foglie dentate e consistenti. E molto si stupirono nel sentire il vino farsi dolce al palato mescolandosi allamaro pizzicore del tarassaco. Il cavaliere, senza alzarsi dalla panca accennò un inchino verso il giovane che rispose sorridendo:
-Non mio è il merito, ma del mio signore che queste cose mi ha insegnato. Ma ho in serbo per voi unultima sorpresa, - disse il Biondo Gerardo guardando attentamente nel canestro delle erbe. Ecco, - e sollevò unerbetta sottile e frastagliata, - questa è la ruta, erba che presa in piccolissima misura dà alle nostre insalate quellamaro che le rende appetitose. Assaggiatela da sola, e la sentirete cosí amara che a fatica si sopporta. Ma bevete poi il vino, e vi parrà cosa inusitata...
Le mani scelsero nel canestro le rare erbette sottili nascoste tra le altre più grandi e consistenti. Le masticarono tutti, forse con qualche riluttanza, poi tesero le mani ai bicchieri che nel frattempo Gerardo aveva di nuovo riempiti. Non vino, ma dolcissimo liquore parve a tutti di bere, e pur bevendo si accresceva la sete, per quellamaro che dimorava nella bocca e pareva non lasciarsi distogliere neppure dalle lunghe piacevoli sorsate. (Il Miracolo di Santa Odilia, pag. 35-36)
Sunday, September 28, 2003Eclipse Next 2019 - Gehosted von Overblog